Fumetto rappresentativo di una situazione cinofila e counsel coaching Strategico ILCINOFILO

Proprio oggi, in un locale per un pranzo veloce, ho assistito a un piccolo “corto circuito” emotivo. La porta si apre, entra un cane. All’interno ce n’è già un altro. Il classico incrocio di sguardi, una lieve ma sonora “presa di posizione” canina, e la situazione viene prontamente gestita dai proprietari. Nulla di nuovo sotto il sole, direte voi.

Eppure, dietro la protezione del bancone, la reazione del barman è stata viscerale, quasi elettrica:

“Controllateli! Ho paura!”

Un grido che è risultato ai presenti più “scomodo” e rumoroso della breve discussione tra i due cani. In quel momento, il barman non stava parlando ai cani, stava urlando alla sua sensazione di impotenza.

Il Conflitto tra Attrazione e Repulsione

Mi sono alzato con la scusa di un caffè e, con l’approccio che usiamo nel Problem Solving Strategico, ho aperto un piccolo varco di comunicazione. Gli ho accennato alla mia professione e lui, come se non aspettasse altro, ha colto la palla al balzo.

Mi ha confidato un paradosso tipico di molte fobie: prova timore, ma allo stesso tempo una forte attrazione. Vive il cane come un conflitto irrisolto. Ciò che lo destabilizza non è l’animale in sé, ma la percezione del “cane fuori controllo”, ovvero la mancanza di una guida responsabile da parte del proprietario.

Come dargli torto? La sua paura non è irrazionale, è una risposta a un’incertezza ambientale.

Oltre l’Etichetta: Dalla Zoofobia alla Cinofilia Consapevole

In zooantropologia potremmo sbrigativamente etichettarlo come “zoofobico”. Ma se guardiamo oltre la superficie, la sua consapevolezza lo rende già potenzialmente un grande cinofilo.

Il suo desiderio è chiaro: frequentare un ambiente protetto – come un centro cinofilo – dove potersi “ricredere” in totale sicurezza. Non vuole evitare il problema, vuole cambiare la sua percezione della realtà.

L’Intervento: Un Percorso Emozionale Correttivo

Secondo il modello di Giorgio Nardone, la paura evitata si trasforma in panico, mentre la paura guardata in faccia diventa coraggio.

Il mio compito con lui non sarà spiegargli “teoricamente” che i cani sono buoni (la spiegazione razionale non cura l’emozione), ma fornirgli delle esperienze emozionali correttive.

  1. Esposizione Graduale: Piccoli passi in un ambiente controllato dove la variabile “imprevisto” è ridotta a zero.

  2. Ristrutturazione del Controllo: Insegnargli a leggere i segnali del cane per trasformare l’ignoto in qualcosa di prevedibile.

  3. Il Piacere della Relazione: Trasformare quel senso di minaccia in una scoperta piacevolmente funzionale.

Gran barman! Ha avuto il coraggio di ammettere una vulnerabilità e di chiedere gli strumenti per trasformarla in forza.

Farò tutto ciò che è in mio potere per accompagnarlo in questo viaggio. Perché dietro ogni “Ho paura” si nasconde spesso un “Vorrei ma non so come fare”.

A presto, caro barman. Il caffè era buono, ma il tuo passo verso il cambiamento lo è stato ancora di più.